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Purtroppo il ragazzo caduto dal tetto della scuola vicino Bologna non ce l'ha fatta, da StreetArts la vicinanza e le condoglianze alla famiglia ed agli amici. Manteniamo il messaggio pubblicato all'indomani dell'incidente e prima dell'epilogo tragico e che diviene ancora più importante dopo questa prematura ed assurda scomparsa. Il team di StreetArts rilancia un comunicato degli amici di Parkour.it per dare più forza a questo messaggio, che crediamo sia giusto condividere con tutti gli appassionati della disciplina: Ci sembra una cosa doverosa parlare di questo fatto di attualità anticipando eventuali speculazioni mediatiche.
Ci avviciamo alla notizia con estremo rispetto e delicatezza nei confronti della famiglia del ragazzo, alla quale siamo vicini in questi momenti delicati.
Il nostro sentimento verso accadimenti come questo è sempre duplice: da un lato la voglia di essere vicini a chi sta soffrendo senza stigmatizzare nulla perchè in questi casi ci si deve soltanto stringere e pregare in ogni forma, atea o religiosa. Dall’altra siamo arrabbiati. Molto. Non sappiamo con esattezza i fatti e non vogliamo innalzarci a giudici o censori, ci basiamo soltanto su una notizia letta da un sito senza aver verificato nulla di più, sta di fatto che cogliamo questa occasione per ribadire con forza a tutti coloro che leggono che il PARKOUR NON E’ LA RICERCA DEL RISCHIO E DELL’ESTREMO. Non deve passare il messaggio contrario. Chi pratica parkour deve essere consapevole che si avvicina ad un universo tanto profondo quanto pieno di valori positivi ed aggreganti ma al tempo stesso deve capire che è una disciplna sportiva che necessita di un allenamento costante fisico e mentale. Non si diventa traceur da un giorno all’altro. Il primo principio del parkour è la sicurezza. Il secondo è il rispetto di se stessi e dell’ambiente circostante. PARKOUR NON VUOL DIRE VOLARE DA UN TETTO. Ci rivolgiamo a tutti voi ragazzi, scusate questo tono ma lo sentiamo come nostro dovere, avendo un canale di comunicazione, ribadire sempre e per sempre il fatto che fare parkour non vuol dire dimostrare agli altri la propria “bravura”. Non si diventa “fichi” saltando da un tetto. Non è questo il parkour, e chi fa queste cose è solamente un incosciente. Tutti noi vediamo in TV gesta di attori ed atleti, e come in quei casi, anche nel parkour trovate in rete video di campioni che passano la loro vita in una palestra. Arrivare a quei livelli vuol dire dedicare una vita intera all’allenamento ed essere dei professionisti.
Ci raccomandiamo a tutti voi ragazzi,praticate con coscienza. In Italia stanno crescendo tante associazioni che si avvicinano seriamente al parkour seguendo un percorso che abbia un approccio corretto ed attento nel rispetto dei valori della vita. Non vi improvvisate praticanti, chi ci rimette è il movimento intero che da anni si sforza di comunicare i veri valori di questa meravigliosa disciplina. Il nostro più sincero abbraccio alla famiglia del ragazzo.
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