Johnny "Sticky" Budden, traceur inglese, stà per intraprendere un viaggio molto particolare: partirà dall'Inghilterra per arrivare in Francia, la patria del Parkour, e più precisamente a Parigi; più di mille miglia sulla propria pelle utilizzando solo muscoli e forza di volontà. Una grande iniziativa per una causa ancora più grande: Raccogliere fondi per la ricerca sulle malattie neurodegenerative. "Leggento tutto" troverete un estratto del messaggio che Sticky stesso ha scritto per presentare il suo viaggio. Di seguito, oltre ai link per donare troverete un video, nel quale amici di Jhonny da tutto il mondo testimoniano per lui e per la sua nobile causa. Noi di StreetArts.Org ci sentiamo partecipi di questa iniziativa e la appoggiamo con tutti noi stessi; Paolo ci dà voce nel video, insieme a tanta altra gente a Johnny cara.
Sticky ha scritto due righe per presentare il suo progetto, noi ne abbiamo tradotto dei momenti per farvi capire con quale spirito si stà mettendo in gioco. eccolo a voi:
Il mio nome è Johnny Budden, altri mi conoscono come “Sticky”.
Ho sempre vissuto lavorando sodo con il corpo e con la mente: manichino-umano in inverno a Times Square o ad esempio essere bersagliato da palle di neve mentre ero nudo. Negli ultimi 7 anni ho fatto Parkour , e grazie a questo, sono diventato più forte e più capace; imparando a conoscere di più me stesso, i miei dubbi e le mie paure, le mie potenzialità e ciò che mi guida. Ho imparato che nulla è impossibile se solo riesci ad immaginarlo. Questo viaggio che sto per intraprendere non vuole essere una dimostrazione di Parkour ma più una prova nei confronti del mio modo di superare gli ostacoli. Viaggerò solo usando il mio corpo, sarà una specie di maratona intervallata naturalmente dal parkour all'interno delle città. Il Parkour è arrivare da un punto A ad un punto B nella maniera più fluida ed efficiente possibile; così supererò gli ostacoli nella maniera migliore usando la mia creatività. Proverò la fatica dei muscoli, il poco sonno e i miei stati mentali...Apparte questo, non mi fermerò fino a che non sarò arrivato a Parigi (patria del parkour).
“praticare parkour è affrontare le paure di ogni giorno, confrontarle testa a testa, trovarcisi di fronte nudi e soli. Nel parkour sei ridotto all'essenza. Non c'è equipaggiamento che ti aiuti, non cintura di sicurezza o imbottitura che ti protegga; non un compagno che ti ridia la forza quando sei esausto, sei tu, e tu soltanto” In questo concetto il Parkour e le patologie neurodegenerative sono correlate; dalla determinazione di superare gli ostacoli, spesso da soli. E' così che ho avuto il bisogno di “fare del mio” in qualche modo. Io onestamente mi sento supportato in ciò da tutti i miei amici, dalla mia famiglia e dalla intera comunità di Parkour che ho avuto modo di conoscere in questi anni; io posso fare la differenza. Io penso che sia molto importante cogliere l'attimo e esprimere quello sento in questo momento, far conoscere le patologie degenerative che colpiscono encefalo e colonna spinale intaccando le cellule nervose dell'apparato motorio. Motor Neurone Disease è il nome dato per racchiudere appunto queste patologie che portano gradualmente all'immobilità. In Inghilterra queste patologie sono la causa della morte di 5 persone ogni giorno. La speranza di vita per chi viene colpito da queste patologie è dai 2 ai 5 anni; la maggior parte della gente muore entro i 14 mesi dalla diagnosi. La malattia lascia le persone impossibilitate nel deambulare, parlare o alimentarsi da soli; ma l'intelletto e i sensi di solito rimangono inalterati. Essi possono ancora pensare, provare emozioni, ma i loro muscoli si rifiutano di funzionare.
Per piacere “fai il tuo piccolo”, trova il tempo e dona qualcosa. Tu da solo puoi fare la differenza!